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  • Bosa

    Situata sulle sponde del fiume Temo e ai piedi del colle di Serravalle, Bosa costituisce il centro della Planargia.

    BOSA - panorama

    L’esistenza di un’epigrafe fenicia del IX secolo a.c., che documenta la presenza in questo luogo di una popolazione denominata “Bs’n”, ci lascia pensare che proprio i Fenici possano essere stati i fondatori di questo centro, che all’epoca doveva essere situato vicino alla foce del Temo. Ma le uniche notizie certe si hanno circa il sito romano della vecchia Bosa ( oggi ancora noto come “Calameda” ), che invece si trovava più a monte rispetto a quella fenicia. Il passaggio della città al casato genovese dei Malaspina portò alla costruzione, si pensa nel 1112, da parte di questi ultimi, del castello oggi noto come appunto “Castello Malaspina”, per il quale fu scelta una posizione di strategica importanza quale era la sommità del colle di Serravalle.

    Iniziò così un lento processo di urbanizzazione ai piedi del colle, che vide defluire la popolazione dal vecchio al nuovo sito. Nasce così il rione “Sa Costa”, tutt’ora rimasto pressoché intatto, che ( con i suoi oltre 500.000 m3 ) costituisce il centro storico più esteso della Sardegna.Nel 1499 Bosa viene proclamata, da Ferdinando il Cattolico, Città Reale e il castello, ora nelle mani dell’ammiraglio Villamarì, assume solo una funzione simbolica di protettorato sulla città. L’assunzione di questo ruolo marginale e la conseguente perdita di interesse dei feudatari, segnano l’inizio della decadenza del Castello Malaspina.Per contro Bosa conosce una crescente vitalità artigiana e commerciale, sostenuta da un, seppur debole, incremento demografico e da importanti trasformazioni urbanistiche quali la costruzione di un acquedotto, la realizzazione della rete fognaria e l’edificazione del porto a ridosso dell’Isola Rossa, che viene artificialmente collegata alla sponda sinistra del Temo. Il Corso ( “Sa Piatta” ) si riempie di piccole botteghe diventando così il cuore pulsante della città. Bosa non ha mai conosciuto grandi evoluzioni, né urbanistiche né commerciali, che l’abbiano trasformata radicalmente e questo permette oggi di godere di una realtà storica e ambientale unica nell’isola.

    Nel 1944, verso la fine della seconda guerra mondiale, Vincenzo Vadilonga, un artigiano orafo che aveva imparato il mestiere nelle vecchie botteghe cagliaritane, si trasferì qui da militare e iniziò a lavorare, in un primo momento da solo in un piccolo locale e poi, trasferitosi dopo qualche anno in locali più adatti, iniziò ad assumere alcuni giovani apprendisti a cui insegnò l’arte della lavorazione della Filigrana. Alcuni di loro restarono a lavorare in quel laboratorio mentre altri avviarono in seguito delle attività in proprio.

    L’aumento della forza produttiva permise al maestro di far conoscere le sue creazioni, non solo alla città, grazie all’apertura a metà degli anni cinquanta di un punto vendita nel Corso Vittorio Emanuele, ma a tutto il resto dell’isola.

    Per conoscere le unicità della nostra splendida cittadina visitate il sito

    www.bosatour.it

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